Un piano programmatico partecipato. Gela segnala a Micari e La Via esigenze...

Un piano programmatico partecipato. Gela segnala a Micari e La Via esigenze e priorità del territorio

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Un territorio difficile e ricco di risorse. Questo è Gela, che nel settore industriale ha trovato un volano di sviluppo ma ha dovuto anche fare i conti con l’inquinamento ambientale e le conseguenze sulla salute. Oggi la popolazione gelese si aspetta un piano programmatico preciso dai futuri amministratori della Regione”. Giovanni La Via, l’europarlamentare designato alla Regione per il centrosinistra come vice di Fabrizio Micari, si è confrontato con uno spicchio di questa realtà che vuole ricominciare a partire da un piano organico di reindustrializzazione che dia risposte a Gela ma anche ai 23 comuni che dall’indotto hanno ricavato occupazione e crescita. “Le ricchezze e le potenzialità di Gela sono molteplici”, ha detto La Via che ha partecipato a un incontro con il sindaco cui ha chiesto di collaborare al programma sintetizzando le priorità e le urgenze del territorio. “Mentre i porti nazionali sono in difficoltà quelli del Mediterraneo sono in crescita del 300%” ha detto il sindaco. “Se la Sicilia continua a rimanere confinata in uno stato di marginalità anche a causa di infrastrutture carenti o inesistenti- ha risposto l’eurodeputato- non ci potranno essere né lavoro, né investimenti, né turismo. Ecco noi siamo pronti con professionalità, visione, competenza, a provare a invertire lo stato delle cose. Gela per logistica, collocazione strategica, storia, potrebbe finalmente essere dotata di un porto che ne farebbe una piattaforma, un hub di riferimento, in rete con i principali porti del Mediterraneo”, ha aggiunto La Via, prima dell’incontro in pinacoteca con tantissimi giovani, “principali risorse di questa terra drammaticamente costretta a privarsene per una fuga verso un lavoro sicuro. L’antidoto- affermano La Via e Micari- per conoscenza diretta in quanto provenienti entrambi dal mondo accademico- è la formazione, su cui investire per salvaguardare un patrimonio che è anche affettivo”.

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