RIFIUTI. LA VIA, “RAGUSA CASO EMBLEMATICO DELLA SITUAZIONE REGIONALE”

    RIFIUTI. LA VIA, “RAGUSA CASO EMBLEMATICO DELLA SITUAZIONE REGIONALE”

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    “Il caso Ragusa è emblematico di una situazione stagnante a livello regionale, con pochi e limitati esempi virtuosi. In Sicilia non hanno ancora attecchito una cultura e una sensibilità fondate sul rispetto dell’ambiente, come indicano i dati sulla raccolta differenziata che ci vedono ultimi in Italia, fermi al 12,8% rispetto alla media nazionale del 47,5%, in crescita di 2,3 punti rispetto al 2014. Il trend siciliano invece è incredibilmente in discesa: nel 2014 era al di sopra del 13%, superata dalla Calabria, penultima in Italia, che raddoppia attestandosi al 25%.
    Né d’altra parte si profila una soluzione seria e concreta alla gestione dei rifiuti, con alternative moderne, efficienti e a basso impatto ambientale in sostituzione delle discariche che nella nostra regione sembrano essere l’unica strada possibile. È proprio dei giorni scorsi la notizia del commissariamento di 22 discariche abusive, deciso dal Governo nazionale su proposta del ministro Galletti. In Sicilia la misura riguarda quelle di Siculiana (Agrigento) e Mistretta (Messina), due dei tanti siti ormai al collasso.
    Si tratta di un passaggio obbligato, che rimarrà un palliativo fino a quando non si individuerà una soluzione a un problema che vede l’Europa e le periferie correre a due velocità diverse. La nostra regione, è un dato di fatto, viaggia in direzione opposta all’Europa. Pertanto l’intervento del Governo si è reso necessario per evitare ulteriori e pesanti sanzioni in cui da anni incorre per il mantenimento di queste aree con tutte le conseguenze nocive all’ambiente e alla salute della popolazione.
    Fino a quando la Sicilia, a partire dalla raccolta differenziata, che ci vede fanalino di coda, non si allineerà al nuovo corso in direzione di un metodo sostenibile di gestione dei rifiuti, considerandoli una risorsa, e investendo in impianti tecnologici e all’avanguardia, il risultato sarà destinato a rimanere tale e quale. Questo non è che il sintomo della mancanza di progettualità, di una strategia capace di traghettare la Sicilia da una “vecchia” a una nuova sensibilità. Mentre l’Europa ha fatto passi importanti in direzione di una politica green, la Sicilia registra una controtendenza che la allontana dal raggiungimento degli obiettivi richiesti da un’economia circolare-come la graduale limitazione al 10% del conferimento in discarica dei rifiuti urbani-e dai parametri stabiliti dall’Europa. Né si può ipotizzare una chiusura in tempi brevi delle discariche: ogni Stato presenta performance diverse, di conseguenza non sarebbe “realistico” pensare a una pianificazione omogenea”

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