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PAC: La Via, disposti a trattare su greeening, ma fermezza Consiglio è inaccettabile

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PAC: La Via (PdL/Ppe), disposti a trattare su greeening, ma fermezza Consiglio è inaccettabile 

La Via, uno dei 3 relatori della Politica Agricola Comune fa il punto dei negoziati dopo i nuovi incontri (triloghi) tra le tre istituzioni europee

Bruxelles, 18 Giu. – “Ci sono temi ancora aperti, come il greening, su cui il Parlamento europeo è disposto a trattare, ma non potremo accettare che la posizione del Consiglio a riguardo sia quella finale”. Così Giovanni La Via, capo delegazione italiana del Ppe a Bruxelles, durante la conferenza stampa di oggi con cui, insieme agli altri due, i relatori della PAC e il presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo, Paolo De Castro, hanno fatto il punto sui negoziati che servono a trovare un accordo sulla politica agricola comune.

“Rispetto ai negoziati di due settimane fa –aggiunge La Via- abbiamo fatto non pochi passi avanti. Il nostro auspicio è che con i negoziati delle prossime ore e dei prossimi giorni si possano avere ulteriori sviluppo utili a trovare un accordo sui temi ancora aperti”. I rappresentanti delle tre istituzioni europee (Commissione, Consiglio e Parlamento) si riuniscono periodicamente in incontri chiamati “triloghi” per giungere ad un compromesso sui diversi nodi da sciogliere per definire la Politica Agricola Comune del settennio 2014-2020. Dei quattro report che regolano la PAC, La Via cura quello dedicato al finanziamento, gestione e al monitoraggio della riforma.

A riguardo, l’eurodeputato spiega che si è posta “grande enfasi sul tema della semplificazione: sia per quanto riguarda gli agricoltori che per la definizione della politica stessa”. Nel dettaglio, La Via dichiara che si è “trovata già un’intesa con le altre due istituzioni sulla definizione della domanda multiannuale e sul sistema di allerta, di cui vanno limati i dettagli nell’accordo finale”. Restano “aperti”, invece, “i temi riguardanti il ruolo e la definizione delle agenzie di pagamento”. A tal proposito, infatti, “la Commissione vuole ridurne il numero, mentre il Consiglio oppone resistenza”.

Anche sull’annosa questione legata alla componente ambientale della riforma, il cosiddetto “greening”, sono lontane le posizioni di Parlamento e Consiglio, istituzione che riunisce gli Stati membri dell’Ue. “Sulla sanzione legata al greening –sottolinea La Via- il Consiglio mantiene una posizione inziale da cui non vuole muoversi, nonostante i nostri ripetuti appelli verso una disponibilità a trattare. Di certo, non potremo mai approvare come posizione finale quella proposta dal Consiglio, senza che si cambi una virgola”.

Il sentire comune del team negoziale sulla PAC racconta di un accordo ancora lontano e che vede le speranze di trovare un’intesa entro la scadenza della presidenza Ue irlandese (fine giugno), ridotte ad un lumicino. Tuttavia, durante la conferenza stampa è stata ribadita la volontà di trovare un accordo su gran parte della riforma prima del Consiglio agricolo del 25 giugno che si terrà a Lussemburgo. Il Parlamento conferma la propria intenzione di non ridursi all’ultima notte disponibile per i negoziati.

C’è comunque la disponibilità a trattare e il lavoro di raccordo proseguirà con i triloghi che si terranno già nelle prossime ore. Di certo, conclude La Via, “questo percorso di riforma guarda con molta attenzione i negoziati sul bilancio pluriennale dell’Ue su cui ancora non si è trovato un accordo e dalla cui definizione dipende la disponibilità finanziaria della PAC”.

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