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La Via (FI/PPE): “Una pesca sostenibile contro lo sfruttamento, e il rispetto delle nostre tradizioni e tecniche per evitare danni economici”

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“Una pesca sostenibile, in rispetto della biodiversità come della specificità delle nostre coste, dei nostri fondali e delle peculiari tecniche di pesca”. L’eurodeputato Giovanni La Via (FI/PPE) sottolinea l’orientamento della proposta che istituisce un piano pluriennale per il Mediterraneo Occidentale. “Il voto di oggi in plenaria di fatto apre ai negoziati in sede di Trilogo tra le 3 istituzioni, al fine di trovare un accordo su un testo comune. Si tratta di un testo equilibrato, con alcune importanti deroghe e misure che tengono conto anche della situazione specifica della pesca italiana. Previsioni che dovranno restare nel testo finale”.

Il divieto di reti da traino al di sotto dei 100 metri, dal 1 maggio al 31 luglio e la riduzione dello sforzo di pesca del 10% per tre anni rispetto ai giorni consentiti tra il 2012 e il 2017; misure di salvaguardia che consentano di ricostituire uno stock se si abbassa al di sotto dei livelli critici di riferimento; cooperazione regionale tra gli Stati membri: questi alcuni dei passaggi previsti dal provvedimento che interessa in modo particolare Italia, Spagna e Francia, e riguarda la gestione degli stock di nasello, triglia, gamberetti rosa, scampi, gamberetti blu e rossi e gamberi rossi giganti.

“Il Mediterraneo occidentale – informa La Via – è una delle più sviluppate sottoregioni della pesca nel Mediterraneo, rappresenta infatti circa il 31% degli sbarchi totali in quella zona, e circa il 19% della flotta di pesca mediterranea ufficialmente segnalata”, dice l’eurodeputato, valutando positivamente il testo adottato dalla commissione pesca che “elimina la possibilità di inserire le quote pesca nel Mediterraneo occidentale, sottraendo cosi i nostri pescatori ai rischi di una concorrenza svantaggiosa con le imbarcazioni francesi e spagnole. Inoltre – aggiunge l’europarlamentare siciliano – sono previste deroghe riguardo l’uso delle reti a strascico in base alla peculiarità delle coste e delle tecniche di pesca. La nostra tradizione -conclude- va salvaguardata, evitando una importante riduzione delle quantità, che potrebbe danneggiare economicamente il comparto”.

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