La Via (AP/PPE): Risposta dell’UE a HIV/AIDS, alla tubercolosi e all’epatite C

    La Via (AP/PPE): Risposta dell’UE a HIV/AIDS, alla tubercolosi e all’epatite C

    La Commissione Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento europeo ha oggi acceso i riflettori su alcune importanti patologie infettive, approvando una proposta di risoluzione.

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    Bruxelles 30/05/2017: Cambia il mondo, cambia l’evoluzione di alcune malattie, su cui la medicina ha fatto passi da gigante, ma alcune di esse continuano oggi a rappresentare una pericolosa minaccia per la salute dei cittadini. Virus Hiv, tubercolosi, Epatite C: manca un’azione forte e incisiva, difficile da fornire in maniera univoca, considerata anche la diversa “mappatura” e i fattori sociali che incidono sulla diffusione. “Negli ultimi decenni – dice l’eurodeputato Giovanni La Via (Ap\Ppe) – si è registrato un preoccupante ritorno di vecchie malattie come la tubercolosi che, lo ricordiamo, è il killer principale di persone affette da HIV. Il mondo globalizzato rende più difficile un controllo epidemiologico, e necessita quindi di un approccio nuovo, che tenga in conto la diversa situazione dei Paesi europei e di quelli limitrofi, attraverso una più stretta sinergia con le comunità e le persone vulnerabili. Ed é quello che abbiamo assicurato oggi, con il testo finale della risoluzione, come risultato dopo il voto di 91 emendamenti presentati dai diversi gruppi politici, che è unanime nel sostenere la necessità di programmi di sorveglianza condivisi, strumenti finanziari adeguati, e la necessità di screening e programmi di prevenzione”.

    I dati, i profili geografici e “sociali” delle malattie in oggetto, ci restituiscono una realtà ben precisa che richiede allerta: una persona su 7 affetta da HIV non sa di essere sieropositiva, il periodo che intercorre tra l’infezione e la diagnosi è mediamente di 4 anni, la probabilità di trasmissione del virus è di 3,5 volte superiore tra le persone affette dal virus e non diagnosticate rispetto a quelle diagnosticate. E se è vero che negli ultimi anni in Europa nella maggior parte dei paesi europei si è registrato un calo dell’infezione tra quanti assumono droghe per via parenterale, un quarto di tutte le nuove diagnosi segnalate in 4 paesi è invece riconducibile ad essa. L’epatite virale ad esempio è una minaccia per circa 240 milioni e 150 milioni di persone affette, nell’ordine, da epatite B cronica ed epatite C cronica, e rappresenta un rischio altissimo sia per i paesi in via di sviluppo, sia per quelli sviluppati.

    “I costi per l’economia mondiale – informa nei dettagli La Via -sono enormi: basti pensare che da qui al 2050 la resistenza ai farmaci potrebbe causare 10 milioni di decessi, di cui circa un quarto dovuto ai ceppi di tubercolosi resistenti, con un costo per l’economia mondiale di almeno 16 miliardi e per l’Europa di almeno 1.1 miliardi di dollari. Nell’ambito di un quadro strategico e coordinato dell’Ue, è obbligatorio attivare tutti gli strumenti di prevenzione, come presupposto su cui costruire una politica attenta alle diverse esigenze dei Paesi coinvolti, garantendo un livello di spesa adeguato e investendo sulla ricerca: l’educazione pubblica e le campagne di sensibilizzazione contro l’HIV, negli anni – conclude l’eurodeputato siciliano, convinto dell’importanza di una corretta e capillare informazione – hanno inciso in maniera significativa sui modelli di comportamento, radicando una maggiore consapevolezza, e portando evidenti miglioramenti sui risultati del trattamento”.

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