Etichetta origine carne nei prodotti alimentari trasformati : obbligatorietà per acquisti consapevoli...

Etichetta origine carne nei prodotti alimentari trasformati : obbligatorietà per acquisti consapevoli e trasparenti

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 I consumatori europei vogliono sapere da dove arrivi la carne delle lasagne surgelate, dei tortellini o dei ragù in scatola, informazioni obbligatorie oggi soloper la carne fresca.

Su questa base, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione la presentazione di nuove regole che prevedano l’indicazione obbligatoria nelle etichette del paese d’origine della carne nei prodotti alimentari trasformati. Anche per non mettere in pericolo la fiducia dei consumatori, messa a dura prova a seguito di vicende come quella dello scandalo di cavallo del 2013. “Il voto di oggi, – ha detto il Presidente della Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare, Giovanni La Via (Ncd/Ppe) – è un segnale importante per riconquistare la fiducia dei consumatori europei”.

Il dibattito in Parlamento è stato molto forte ed ha avuto origine da una relazione presentata dalla Commissione europea, secondo la quale oltre il 90% dei consumatori vorrebbe conoscere l’indicazione di origine della carne sull’etichetta dei prodotti trasformati. E ciò acquista maggiore rilevanza se si considera che, secondo un altro studio condotto di recente, il 30-50% delle carni macellate finisce come ingrediente di altri prodotti alimentari. Per queste considerazioni la Commissione Ue propone tre diversi scenari: mantenere la legislazione invariata, con origine dichiarata su base facoltativa; introdurre l’obbligo di indicare l’origine UE – non UE; introdurre l’obbligo di specificare la provenienza.

 “Certamente queste regole – continua l’europarlamentare – non saranno in grado di impedire, di per sé, il verificarsi di frodi alimentari, ma potranno consentire alle autorità di condurre indagini più efficaci oltre che ad informare il consumatore, che vuole sapere esattamente da dove viene la carne che mangia”. “Nella risoluzione – continua La Via – in cui chiediamo alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa, non abbiamo dimenticato il ruolo delle Piccole e Medie Imprese, centrali nella nostra economia e che si contraddistinguono per l’impegno a favore di alimenti di qualità. Eviteremo, quindi, soluzioni che prevedano aumenti dei costi eccessivi e ostacoli amministrativi per le PMI”. “Una volta presentata la proposta avremo tempo di lavorare con il Consiglio, per valutare se includere tutti gli alimenti e tutti gli ingredienti, ma di certo il segnale mandato dall’europarlamento è chiaro, – conclude La Via – ed è a favore di regole in grado di consentire ai cittadini europei di fare acquisti alimentari in modo più consapevole e trasparente”.

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