Bilancio UE post 2020: la Commissione presenta in Parlamento la proposta

Bilancio UE post 2020: la Commissione presenta in Parlamento la proposta

La Via (FI/PPE): momento decisivo per il futuro dell’Europa, serviva più coraggio dalla Commissione europea

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“Un’Europa più forte e sostenibile”: è questa la posta in gioco del nuovo bilancio 2021-2027, su cui pesano la Brexit e gli scenari che dal 2020 si apriranno ai Paesi dell’Unione, con gli inevitabili effetti economici e la sottrazione di risorse da bilanciare con il sostegno a nuove priorità. Il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) presentato oggi a Bruxelles segna una svolta decisiva in alcuni settori, dalle politiche di sicurezza, al digitale e all’innovazione. In dettaglio, “raddoppiate le risorse per le politiche giovanili, con lo stanziamento di 30 miliardi di euro aggiuntivi per il Progetto Erasmus, triplicato il budget per la gestione delle frontiere, che passa così dagli attuali 13 miliardi a 33 miliardi. Destinato a ricerca – per cui saranno intensificati i sostegni ai progetti scientifici per la cura del cancro –  e innovazione, il 50% di risorse aggiuntive, 100 miliardi per Horizon Europe, il nuovo programma quadro di ricerca e Euratom; aumentati inoltre del 40% i fondi per la sicurezza, il Fondo della Difesa e aumentati anche gli investimenti per la mobilità militare”, spiega l’europarlamentare Giovanni La Via, Membro della Commissione per i bilanci.

A fronte di questi incrementi, pero, “non vi è una maggiore contribuzione da parte dei 27 Stati, ma una proposta a metà tra semplificazione, razionalizzazione e tagli”.

E a risentire dei tagli, di circa il 5%, la politica di coesione e la Politica Agricola Comune (PAC). In un momento particolarmente difficile per l’agricoltura, soprattutto in alcune aree come il Meridione d’Italia, La Via dichiara che “i nostri timori si sono purtroppo concretizzati. Capisco la necessità di dover fare fronte a nuove e pressanti priorità, con le difficolta aggiuntive derivanti dal buco creato dalla Brexit, ma è mancato un po’ di coraggio da parte della Commissione, che non può pensare di sottrarre risorse all’unica politica veramente europea per finanziare le altre politiche. In altre parole, con questa proposta, si tolgono miliardi di euro agli agricoltori europei, circa 20 nei 7 anni secondo le prime stime, un taglio per me inaccettabile e contro cui lotterò in Parlamento.”

Nel complesso un’operazione di ottimizzazione delle risorse, puntando sul futuro occupazionale dei giovani, ossigenando ettori fondamentali per lo sviluppo e la crescita, e insieme puntando alla sicurezza e alla solidarietà: sono alcuni dei pilastri su cui si regge l’Europa. In totale, per questi settori l’aumento proposto dalla Commissione ammonta a 109 miliardi di euro.

Sul fronte “risorse proprie”, in atto la proposta per aumentare le entrate autonome al bilancio UE: il 20% dei proventi della vendita delle quote di emissioni di Co2 (cd sistema ETS), un’aliquota del 3% sulla nuova base imponibile consolidata comune per l’imposta sulle società Consolidate Corporate Tax Base) e una contribuzione nazionale calcolata sulla quantità di plastica non riciclabile degli imballaggi per Paese, al prezzo di 0.80 euro per chilo. Secondo la stima della Commissione europea si tratta di circa 22 miliardi di euro di nuove entrate.

In aggiunta, la Commissione ha proposto 2 nuovi fondi per l’eurozona, per un totale di 55 miliardi. Si tratta del Fondo di stabilizzazione degli investimenti, di 30 miliardi, destinato ai Paesi colpiti da crisi per sostenerli nel mantenere costante il livello di investimenti pubblici tramite prestiti garantiti dal bilancio Ue, e il secondo, 25 miliardi, indirizzato ad aiutare i Paesi per la realizzazione delle riforme e per accompagnarli nel processo di introduzione dell’euro.

In conclusione, dichiara La Via, “la proposta presenta un piano programmatico non all’altezza dell’ambizione necessaria per affrontare le sfide del futuro. Andava fatto di più, e nello specifico sposare la nostra richiesta di fissare il bilancio totale all’1.3 per Pil europeo, evitando tagli a politiche fondamentali quali la coesione e la PAC”.

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