Agricoltura: La Via, su sementi salvaguardati produttori da introduzione norme sgangherate

Agricoltura: La Via, su sementi salvaguardati produttori da introduzione norme sgangherate

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Agricoltura: La Via (Ppe/Ncd), su sementi salvaguardati produttori da introduzione norme sgangherate

Strasburgo boccia la scelta della Commissione europea di far confluire 12 direttive in un unico regolamento che avrebbe legato le mani degli Stati membri

Strasburgo, 11 Mar. – “Il voto di oggi ha dimostrato quanto il Parlamento europeo possa fare a difesa dei propri cittadini, in questo caso tutelando gli interessi degli agricoltori dall’introduzione di una direttiva sulle sementi che, come prevista dalla proposta della Commissione europea, sarebbe risultata iniqua e dannosa”. Cosi’ Giovanni La Via, capo delegazione Nuovo Centrodestra al Parlamento europeo, commenta il voto con cui l’Aula di Strasburgo ha bocciato con un’ampia maggioranza (650 i voti contrari, contro 15 favorevoli), la proposta della Commissione sulle sementi in agricoltura.

In sintesi, la Commissione chiedeva l’introduzione di particolari nuove direttive in materia, nella fattispecie ben 12, fuse in un unico regolamento direttamente applicabile e, di conseguenza, privando gli Stati mmebri della possibilita’ di adottare i regolamenti a seconda delle esigenze nazionali. Una via d’uscita che non e’ piaciuta agli eurodeputati che l’hanno bocciata in blocco.

“Dall’introduzione del Trattato di Lisbona –spiega La Via- il Parlamento europeo ha potere co-legislativo con il Consiglio e, pertanto, non possiamo consentire che norme cosi’ impattanti per i nostri agricoltori, possano essere applicate a pioggia e senza tener conto delle particolarita’ territoriali. Ragion per cui –aggiunge il capo delegazione del Nuovo Centrodestra- abbiamo deciso di rifiutare il pacchetto di atti delegati che, nonostante le nostre perplessita’ gia’ precentemente espresse, la Commissione ha voluto presentare ugualmente”.

Secondo La Via “il pacchetto di norme, se approvato, avrebbe comportato una mole di ulteriore burocrazia che sarebbe caduta sulle spalle degli agricoltori europei. Il Parlamento –conclude La Via- ha operato, anche questa volta, nel pieno rispetto del mandato avuto dai cittadini ed espresso tramite il voto”.

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