La Via (FI/PPE): “L’Europa mantiene le proprie promesse”. Approvate nuove norme su...

    La Via (FI/PPE): “L’Europa mantiene le proprie promesse”. Approvate nuove norme su clima e ambiente

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    Traguardi ambiziosi e responsabilità: la sfida per un pianeta più pulito richiama i governi all’attuazione di misure efficaci non oltre rinviabili. Con le nuove norme approvate in via definitiva ieri a Strasburgo, l’Europa dà prova di concretezza nel tentativo di raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico. Agricoltura, trasporto, edilizia, rifiuti, sono le macroaree su cui la riduzione delle emissioni di carbonio dovrà rappresentare un contributo sensibile a una svolta green, con il raggiungimento del target fissato al 30% di riduzione dei livelli di Co2 entro il 2030.  “Questi 4 settori insieme rappresentano il 60% delle emissioni dell’Unione”, commenta a votazioni concluse  – l’eurodeputato Giovanni La Via (FI\Ppe). “La conferenza Onu del  2015 – spiega La Via – è un fatto di portata storica. L´UE aveva assunto degli impegni, promesse che ha mantenuto oggi con questi pacchetti legislativi, – aggiunge – adesso bisogna concentrare gli sforzi per realizzare un’industria e un’economia sostenibili, incidendo sensibilmente sui sistemi di produzione come sulle abitudini diffuse della popolazione”.  In questa visione rientra il pacchetto cd. Regolamento “LULUCF”, che prevede l’inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall’uso del suolo, del cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per il clima e l’energia dell’Ue. Per quella data “la riduzione di Co2 -dice l’eurodeputato – dovrà essere pari ad almeno il 40% rispetto ai livelli del 90, di cui 30% rispetto al 2005 per i settori non ETS. Le azioni carbon sinks costituiscono veri e propri bacini di assorbimento, sottraendo anidride carbonica all’atmosfera. Basti pensare che attualmente le foreste trattengono l’equivalente di quasi il 10% del totale dei gas prodotti dall’Unione ogni anno”, informa La Via auspicando dunque un equilibrio “sano” tra deforestazione e silvicoltura, come vuole la nuova normativa.  Oltre al clima, è stato approvato in via definitiva il pacchetto sull’economia circolare, con al centro la riforma del sistema di gestione dei rifiuti. Il Pacchetto definisce un target di riciclaggio di rifiuti urbani crescente negli anni: 55% entro il 2025, 60% entro il 2030 e 65% entro il 2035 (quest’ultimo soggetto a revisione), con possibilità di una deroga di 5 anni per gli Stati con le performance peggiori; la determinazione di un obiettivo generale di riciclaggio degli imballaggi del 65% entro il 2025 e del 70% entro il 2030 e una possibilità di deroga del 15% da utilizzare interamente per uno o divisa tra due materiali; la definizione di un limite massimo al conferimento dei rifiuti urbani in discarica equivalente al 10% entro il 2035, con la possibilità di una deroga di 5 anni a seconda della situazione di partenza (nel 2013) dello Stato membro; un obbligo di raccolta differenziata per i rifiuti organici (a partire dalla fine del 2023) e per i rifiuti tessili e i rifiuti domestici pericolosi (entro il 1° gennaio 2025).  “Si tratta – dice l’europarlamentare del Ppe – di obiettivi vincolanti destinati a rafforzare la nostra gerarchia dei rifiuti, collocando la prevenzione, il riutilizzo e il riciclaggio al di sopra dei conferimenti in discarica e dell’incenerimento. La situazione nei vari paesi europei è molto differente, la mia regione ed esempio, la Sicilia – ha concluso La Via – è indietro e dovrà necessariamente cogliere questa opportunità di sviluppo per allinearsi agli standard delle regioni più virtuose”.

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