Sede EMA- LA VIA (PPE): “Adesso tocca al Parlamento europeo pronunciarsi”

    Sede EMA- LA VIA (PPE): “Adesso tocca al Parlamento europeo pronunciarsi”

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    “Noi Deputati, rappresentanti diretti dei cittadini europei, critichiamo fortemente la procedura utilizzata, e chiediamo garanzie sui tempi, visto il ritardo olandese nella messa a disposizione della sede definitiva che dovrà ospitare l’EMA”. Questa la dichiarazione di Giovanni La Via, Relatore per il Parlamento europeo sulla proposta sulla sede dell’EMA, durante la riunione della Commissione parlamentare ENVI, in presenza della Commissione europea e dei rappresentanti dell’EMA.

    “Il Parlamento non ha mai ricevuto notifiche o informazioni sulla procedura, fino a quando, dopo la decisione, non abbiamo scoperto che l’intera procedura non è stata fondata sui Trattati, ma sul contenuto di una Dichiarazione congiunta. La Dichiarazione congiunta del Parlamento europeo, del Consiglio dell’UE e della Commissione europea sulle Agenzie decentralizzate, è un atto giuridicamente non vincolante per le Istituzioni coinvolte, mai citato dalla Commissione negli atti ufficiali, ma su cui è stata fondata l’intera procedura”.

    “Critico fortemente – continua La Via – con il supporto dei colleghi, la mancanza di trasparenza nella procedura di selezione della nuova sede dell’EMA, conclusasi- come tutti sapete- con un sorteggio, a dispetto dell’importanza della decisione da prendere.

    Si è parlato di buste, o lancio di monetine, modalità sicuramente non appropriate né opportune, se consideriamo che il lancio della monetina è normalmente utilizzato per decidere chi comincia una partita di calcio, ma sicuramente non per scegliere la sede delle Agenzie europee. In particolare l’EMA, che svolge compiti di grande impatto sulla vita dei nostri cittadini, e che deve garantire la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario in tutta l’Unione europea”.

    “La procedura ha portato a una non scelta, quindi i Deputati hanno chiesto di voler essere pienamente coinvolti da oggi in poi in tutte le scelte relative alle sedi delle agenzie europee, attraverso l’applicazione della procedura di co-decisione, come previsto dai Trattati. Hanno, inoltre, chiesto rassicurazioni circa la copertura dei costi supplementari dovuti al doppio trasferimento, dapprima in una sede temporanea e poi nella sede definitiva proposta dal governo olandese, che non devono gravare sul bilancio europeo, e quindi sulle tasche dei contribuenti, ma essere interamente coperti dal governo olandese, che deve anche dare garanzie sul rispetto dei templi di consegna”.

    “Il Parlamento – prosegue La Via- intende difendere le sue prerogative e i suoi poteri, anche modificando -se i colleghi Deputati lo riterranno opportuno- alcune o tutte le parti proposta della Commissione, con l’obiettivo ultimo di garantire il pieno ed efficace funzionamento dell’Agenzia europea per i medicinali, senza spreco di denaro pubblico, che poi sono i due temi di vero interesse per i cittadini europei, che noi rappresentiamo”.

    “Intendo quindi proporre una Dichiarazione politica, che rimetta in discussione l’accordo interistituzionale, che ha dato luogo ad una grave incapacità decisionale del Consiglio. Oggi durante il dibattito è emerso che i funzionari dell’EMA dopo diversi sopralluoghi ad Amsterdam, hanno dichiarato che i primi 3 siti proposti non erano adeguati, e hanno quindi scelto una quarta opzione, solo perché al momento non c’è un’altra opzione disponibile che sia migliore per le esigenze dell’Agenzia.”

    “Io sono pronto a difendere il Parlamento -conclude La Via- e fortemente stupito dalle risposte della Commissione europea, che ha dichiarato oggi di non essere in grado di aggiornarci sullo stato di avanzamento dei lavori e di avere basato l’intera procedura su un atto fantasma, perché mai citato in nessun documento ufficiale. Capisco che sarà il Governo olandese a eseguire i lavori, ma questi dovranno essere monitorati, perché nessuno si dovrà trovare nella condizione di scoprire a posteriori che qualcosa non è andato per il verso giusto e i tempi previsti e l’operatività dell’Agenzia non possano essere garantiti”.

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