LA VIA INCONTRA HOGAN: IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA SICILIANA E IL NUOVO INDIRIZZO...

    LA VIA INCONTRA HOGAN: IL FUTURO DELL’AGRICOLTURA SICILIANA E IL NUOVO INDIRIZZO DELLA PAC

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    Le priorità dell’agricoltura e della Politica Agricola Comune, al centro dell’incontro di questo pomeriggio tra l’eurodeputato siciliano Giovanni La Via e il Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Phil Hogan. “Con il Commissario – ha commentato La Via – ci siamo confrontati sul presente e i possibili futuri scenari del settore, con particolare attenzione alla Sicilia. Le nostre rispettive posizioni convergono sull’idea che, nonostante le difficoltà per gli agricoltori – come la crisi agrumicola, la concorrenza di prodotti esteri, la siccità o le malattie delle piante, come la Tristeza, che ha devastato intere coltivazioni di agrumi – quello agricolo rimane il più importante volano di sviluppo economico, da rilanciare e supportare, a partire da una nuova PAC per il post 2020, ripensata per essere più vicina alle reali esigenze del territorio e delle aziende”.

    Con la revisione intermedia (Omnibus), erano già state ridefinite le coordinate, che “puntano sulla semplificazione della burocrazia e i giovani agricoltori, tra gli elementi più importanti”, ha aggiunto l’eurodeputato, a seguito di un confronto fitto che ha voluto ribadire la “necessità di evitare tagli al bilancio destinato all’agricoltura in previsione della definizione del nuovo bilancio pluriennale, trovando soluzioni adeguate per rifinanziare il buco di 13 miliardi provocato dalla Brexit, senza togliere risorse alla politica comunitaria per eccellenza”. E analizzando le risorse dell’agricoltura siciliana, rappresentata dalle sue eccellenze conosciute in tutto il mondo, “con Hogan – racconta l’europarlamentare – abbiamo anche affrontato il tema degli iter di approvazione dei marchi di qualità comunitari”. Tema centrale dell’incontro è stato il settore agrumicolo, “che oggi vive una profonda crisi dovuta alla ridotta dimensione dei frutti (in parte riconducibile alla siccità a e in parte alla Tristeza), che impone l’invio di elevate aliquote della produzione all’industria per la realizzazione di succhi, che oggi hanno ridotti sbocchi commerciali”. Un tema già affrontato in passato, quello della pratica ingannevole del succo di arancia rossa, che troviamo in tutti i supermercati con il nome e/o l’immagine di un’arancia rossa, ottenuto in realtà con il succo di arancia bionda colorato con l’aggiunta di additivi.

    “In dettaglio- conclude La Via- abbiamo concordato con il Commissario la possibilità di studiare un percorso normativo che possa obbligare i produttori di succhi e bevande all’impiego di succo di arancia rossa, e non di arancia bionda colorata. Si tratterebbe di una misura importante per la valorizzazione del succo e, indirettamente, per le arance destinate alla trasformazione industriale, con un vantaggio indubbio anche per i consumatori, che berranno il vero prodotto senza essere ingannati da un’etichetta fraudolenta”.

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